Fotovoltaico e sicurezza antincendio: le nuove regole che ogni proprietario dovrebbe conoscere

La normativa antincendio fotovoltaico è cambiata: se hai un impianto fotovoltaico o stai valutando di installarne uno — su casa, azienda, capannone o anche solo su una pergola o una tettoia — dal settembre 2025 le regole sulla sicurezza antincendio sono cambiate. Non si tratta di burocrazia in più senza motivo: gli impianti fotovoltaici, se non progettati e gestiti correttamente, possono davvero rappresentare un rischio incendio aggiuntivo. Vediamo cosa dice la nuova normativa e, soprattutto, cosa significa in pratica per te.

Cosa è cambiato e da quando

Il 1° settembre 2025 il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha pubblicato la nuova Linea guida di prevenzione incendi per gli impianti fotovoltaici, che sostituisce le indicazioni ferme al 2012. A distanza di pochi giorni, il 10 settembre 2025, è arrivata anche una circolare di chiarimento per aiutare tecnici e proprietari a capire come muoversi con i progetti già in corso.

In sintesi: se il tuo impianto è già installato e funzionante prima di questa data, non devi correre a rifare nulla. Ma se stai per installarne uno nuovo, oppure devi ampliare o modificare un impianto esistente, le nuove regole si applicano da subito.

A chi si applica

La nuova linea guida riguarda gli impianti fotovoltaici installati su:

  • edifici civili, industriali, commerciali e rurali;
  • pergole, tettoie e pensiline di pertinenza di un edificio;
  • pensiline di parcheggio, quando interferiscono con attività già soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (ad esempio un supermercato, un hotel, un’attività produttiva).

Un punto che sorprende molti proprietari: se hai già un’attività soggetta a controlli antincendio (un negozio, un capannone, un hotel) e ci installi sopra un fotovoltaico, questo non è “solo un lavoro elettrico”. A tutti gli effetti modifica le condizioni di sicurezza antincendio della tua attività, e va gestito come tale.

Nello specifico: l’installazione di un fotovoltaico viene considerata dalla normativa una “modifica rilevante” dell’attività esistente. Questo significa che la SCIA antincendio resta comunque necessaria, anche quando l’impianto rispetta tutte le prescrizioni tecniche della nuova linea guida e non emergono criticità dalla valutazione del rischio. La buona notizia è che, in questo caso, non serve un nuovo esame del progetto da parte dei Vigili del Fuoco: la procedura è più snella. Se invece la valutazione del rischio incendio evidenzia un aggravio delle condizioni di sicurezza, allora sì che sarà necessario un nuovo esame progetto e, di conseguenza, anche l’aggiornamento del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

Le novità più importanti, spiegate semplici

1. Le batterie di accumulo (i cosiddetti BESS) hanno finalmente regole chiare.
Se stai valutando di abbinare al tuo fotovoltaico una batteria per accumulare energia, sappi che ora esistono indicazioni precise su dove posizionarla e come proteggerla. La preferenza va all’installazione all’esterno dell’edificio; se la batteria viene messa in un locale interno (un garage, un ripostiglio tecnico), quel locale deve essere ventilato e separato dal resto dell’abitazione con materiali resistenti al fuoco. L’obiettivo è evitare che un problema alla batteria (il rischio più temuto è il cosiddetto “sfogo termico”, cioè un surriscaldamento incontrollato) possa propagarsi al resto della casa.

2. In caso di emergenza, l’impianto deve “spegnersi” elettricamente in modo sicuro.
La nuova normativa richiede che, in situazioni di emergenza, la tensione dei pannelli si abbassi rapidamente sotto una soglia di sicurezza. Questo nella pratica significa che gli impianti moderni tendono a usare dispositivi chiamati ottimizzatori o micro-inverter, che permettono proprio questo tipo di sicurezza aggiuntiva.

3. La manutenzione periodica non è più facoltativa.
Da oggi è previsto l’obbligo di far verificare l’impianto, ai fini della sicurezza antincendio, almeno ogni due anni, oppure ogni volta che viene modificato o ampliato. Non basta più installare e dimenticare: un impianto fotovoltaico va controllato nel tempo, un po’ come si fa con una caldaia o un impianto elettrico.

Cosa fare in pratica

Se hai già un impianto fotovoltaico installato prima di settembre 2025:
non è richiesto nessun adeguamento retroattivo immediato. È comunque buona norma pianificare una verifica tecnica, anche solo per sapere a che punto sei rispetto alle nuove indicazioni.

Se stai per installare un impianto nuovo, o vuoi ampliare/modificare quello esistente:
la nuova linea guida si applica da subito. Se ti trovi in un’attività già soggetta a controlli antincendio, è importante far valutare in anticipo se l’intervento potrebbe comportare un aggravio delle condizioni di sicurezza — è molto meglio saperlo prima di installare l’impianto che scoprirlo dopo, con un cantiere già concluso.

Se hai una batteria di accumulo, o la stai valutando:
verifica con il tuo tecnico di fiducia dove verrà posizionata e se rispetta le nuove indicazioni su ventilazione e distanze di sicurezza.

In conclusione

Le nuove regole non nascono per complicare la vita a chi installa un fotovoltaico, ma per rispondere a un fatto reale: gli impianti fotovoltaici sono ormai diffusissimi, e serviva un quadro tecnico aggiornato e uniforme per gestirli in sicurezza, comprese le batterie di accumulo che fino a ieri non avevano regole specifiche.

Se stai valutando un nuovo impianto, o vuoi capire se quello che hai già rispetta le nuove indicazioni, il modo più semplice per non avere sorprese è farsi seguire da un tecnico che valuti la tua situazione specifica — soprattutto se hai un’attività commerciale o produttiva già soggetta a controlli antincendio.

Hai dubbi sul tuo impianto fotovoltaico esistente o su uno nuovo che stai valutando? Contattaci per una valutazione tecnica personalizzata.

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